11 Ottobre 2018

#percominciare
Un po’ di me e un po’ di voi

#lavorobenfatto
1. Qualsiasi lavoro, se lo fai bene, ha senso.
2. Nel lavoro tutto è facile e niente è facile, è questione di applicazione, dove tieni la mano devi tenere la testa, dove tieni la testa devi tenere il cuore.
3. Ciò che va quasi bene, non va bene.

Fare bene le cose è bello, ha senso, è giusto, è possibile, conviene

#sensemaking
La realtà non ha un senso in sé, ma ha sempre e soltanto il senso che a essa attribuiscono le persone sulla base delle loro idee e delle loro esperienze.

Il sensemaking è un processo fondato sulla costruzione dell’identità, retrospettivo, istitutivo di ambienti sensati, sociale, continuo, centrato su (e da) informazioni selezionate, guidato dalla plausibilità più che dall’accuratezza.

#leadership

La gestione è fare le cose nel modo giusto; la leadership è fare le cose giuste.
Peter Drucker

Il leader è un inventore di senso.
Il leader è un costruttore di significati.
Il leader vede i centimetri.
Il leader risolve problemi.
Il leader coglie le opportunità e le moltiplica.
Il leader ha visione.
Il leader conosce le persone con le quali lavora.

Missione, Promessa, Risultati
dipendono anche da
Convolgimento, Motivazione, Capacità di ascolto

Il mio amico Carniani sostiene che un bravo leader si fa domande di questo tipo:
Come possiamo crescere?
Ho la possibilità di sperimentare nuove idee?
Che tipo di compiti mi devo dare per il futuro?
Ho preparato un percorso di carriera per tutti?
In questa azienda riconosciamo il talento?

E poi sostiene anche che:
Chi riesce a creare una identità perfettamente compresa all’interno e all’esterno dell’azienda ha più possibilità di successo.
Una identità precisa è una guida fondamentale per i manager che devono prendere decisioni.
Condividere le decisioni strategiche crea la consapevolezza che riesce a motivare l’intera organizzazione.
Una direzione chiara aiuta tutti i potenziali stakeholder (clienti, fornitori, collaboratori, azionisti, proprietà) a comprendere meglio gli sforzi per raggiungere gli obiettivi comuni.

#decisionmaking
Appropriatezza, identità e regole
Alternative, Aspettative, Preferenze

Quali azioni sono possibili?
Quali le conseguenze di ciascuna alternativa e quali le probabilità che ciascuna di essa si realizzi?
Quanto contano (che valore hanno) per il decisore le conseguenze di ciascuna alternativa?
Come si sceglie fra diverse alternative?

#etica
Trovare il giusto equilibrio tra gli interessi della proprietà, quelli dei lavoratori e degli ospiti non è facile.
Bisogna definire i principi che condividiamo profondamente:
Per esempio il #lavorobenfatto;
Per esempio i processi di competizione collaborazione;
Per esempio i valori che ci guidano (eccellenza innovazione rispetto teamwork integrità diritti profitto);
Per esempio i conflitti etici che non hanno mai soluzioni facili e spesso hanno più soluzioni possibili.

#promessa
La promessa è l’esperienza di servizio che il cliente si porterà via.
La promessa è come il servizio trasforma le esigenze del cliente in una esperienza memorabile e da ricordare.
Gli esempi nelle recensioni che i clienti lasciano in giro sono tanti.

#domandaimpossibile

Come si fa a acquisire la continuità che ti permette di mettere in pratica in ogni occasione tutto quello che sai e sai fare, a fare in ogni momento un lavoro eccellente, a vedere i problemi prima che si creano e a risolverli quando ci sono, a rispettare la promessa che fai, a funzionare come il jazz insomma.

#risposta
Bisogna abituarsi.
Abituarsi a mettere in pratica in ogni occasione tutto quello che sai e sai fare, a fare in ogni momento un lavoro eccellente, a vedere i problemi prima che si creano e a risolverli quando ci sono, a rispettare la promessa che fai.
Abituarsi proprio come ci siamo abituati ad allacciarsi ogni mattina i lacci delle scarpe nel modo giusto.

#culturaorganizzativa
Per comprendere un’organizzazione bisogna comprendere la sua cultura.
Edgar Schein

La cultura organizzativa di un’azienda è fatta di:
artefatti (architettura, tecnologia, gergo, simboli, rituali e più in generale tutti gli aspetti immediatamente rilevabili);
valori espliciti (idee guida, modelli di comportamento, indicazioni fatte circolare dal management per rinsaldare identità, senso di appartenenza, solidarietà tra i componenti dell’organizzazione);
assunti di base (convinzioni dotate di una propria coerenza interna tanto profonda che non vengono esplicitate, talvolta perché sono date per scontate, altre volte perché gli stessi componenti dell’organizzazione non ne sono consapevoli).

La cultura organizzativa è la premessa della promessa.

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